CorteSupremaCassazione

Con ordinanza n. 4804/2019, la Corte di Cassazione ha affermato che il licenziamento di un lavoratore che spaccia stupefacenti è riconducibile alla nozione di giusta causa, a prescindere dal fatto che lo stesso abbia o meno introdotto la droga all’interno dell’azienda.

Il comportamento dell’interessato, a prescindere dai rilievi di natura penale è riprovevole sotto l’aspetto sociale e, come tale, appare idoneo a compromettere il vincolo fiduciario, senza che a tal fine rilevi la circostanza che il comportamento extra lavorativo si riverberi sul rapporto di lavoro soltanto potenzialmente.