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Pensionati esteri e incapienti: diritto al credito d’imposta APE

Con riferimento all’istituto dell’anticipo pensionistico (cd. APE), l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che devono ritenersi legittimati a beneficiare del credito d’imposta generato nell’ambito della procedura, anche i soggetti residenti all’estero e gli incapienti che siano ammessi all’APE volontaria (Risoluzione n. 88/E del 2018)

DISCIPLINA “APE”


L’Anticipo finanziario a garanzia PEnsionistica (cd. “APE Volontaria”) costituisce sostanzialmente un prestito corrisposto in quote mensili dall’Istituto finanziatore scelto dal richiedente iscritto a determinate forme previdenziali (con almeno 63 anni di età e 20 anni di contribuzione), che matura il diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi dalla domanda, a condizione che l’importo della pensione, al netto della rata di ammortamento corrispondente all’APE richiesta per il tramite dell’INPS, sia pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo previsto nell’assicurazione generale obbligatoria.
La restituzione del prestito, coperto da una polizza assicurativa obbligatoria per il rischio di premorienza, avviene con rate di ammortamento mensili per una durata di 20 anni, a partire dalla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia.
Le somme erogate in quote mensili non concorrono a formare il reddito ai fini IRPEF e, a fronte degli interessi sul finanziamento e dei premi assicurativi per la copertura del rischio di premorienza corrisposti al soggetto erogatore è riconosciuto un credito di imposta annuo nella misura massima del 50 per cento dell’importo pari a un ventesimo degli interessi e dei premi assicurativi complessivamente pattuiti nei relativi contratti.


RICNOSCIMENTO DEL CREDITO D’IMPOSTA


Il credito di imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini IRPEF ed è riconosciuto dall’INPS per l’intero importo rapportato a mese a partire dal primo pagamento del trattamento di pensione.
L’INPS recupera il credito rivalendosi sulle ritenute da versare mensilmente all’erario nella sua qualità di sostituto di imposta.
A tal proposito, l’INPS ha formulato un quesito riguardo alla possibilità, in qualità di sostituto d’imposta, di corrispondere il credito di imposta in favore di pensionati residenti all’estero che beneficiano del regime fiscale agevolativo previsto dalle convenzioni internazionali contro la doppia imposizione fiscale, ed all’obbligo di riconoscere il medesimo beneficio ai pensionati appartenenti alla c.d. “no tax area”.


L’Agenzia delle Entrate ha precisato che, nel presupposto che tali soggetti possano beneficiare dell’APE volontaria, in linea con quanto affermato nella relazione tecnica alla norma di introduzione dell’APE volontaria (secondo cui “il credito di imposta dà luogo a rimborso in caso di incapienza…”), il credito di imposta in esame, sotto forma di rimborso, può essere riconosciuto dall’INPS, in favore degli stessi, per l’intero importo rapportato a mese a partire dal pagamento del primo rateo di pensione. L’INPS, a sua volta, può recuperare il credito rivalendosi sul monte ritenute da versare mensilmente all’erario.

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